Resoconto incontro del 29 novembre 2014

Innanzitutto un grazie a Daniele e Monica che oggi hanno partecipato all’incontro per la prima volta e da quel che dicono gli è piaciuto molto.

Abbiamo iniziato con Yuri che ci ha guidati in una sessione di Event Storming, modellando il processo di organizzazione di una conferenza.
Non abbiamo scelto a caso l’organizzazione di una conferenza come modello di studio dal momento che proprio questo mese si è tenuto il Mageday::2014 che abbiamo organizzato per il secondo anno consecutivo.

L’occorrente è: una buona dose di pennarelli, tanti post-it e una bella parete spaziosa.

Materiale Event Storming

Il metodo ci ha permesso di comprendere quanto sia complesso il processo di organizzazione di un evento, tanto che non siamo riusciti a completarlo nelle due ore che ci eravamo prefissati come limite. Il tutto utilizzando il linguaggio dell’esperto di dominio vale a dire il linguaggio del cliente.

Sessione Event Storming

Anche questa esperienza, come tutte le precedenti, si è rivelata interessante e ricca di spunti.

La seconda parte del pomeriggio invece l’abbiamo dedicata al coding kata: Andrea ha preparato un server che attraverso API REST ci ha consentito di interrogare il DB dell’andamento dell’indice Nasdaq-100 degli ultimi trent’anni e di simulare il rendimento nel tempo di una somma investita.

Grafico degli indici NASDAQ-100

Ci siamo divisi in gruppi per scrivere un algoritmo che simula l’attività di investimento e il relativo guadagno (o perdita). L’obiettivo era quello di individuare l’algoritmo che desse il miglior rendimento nel tempo. Anche questa occasione ci ha consentito di confrontarci e ci ha offerto numerosi spunti di riflessione.

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2 Responses to Resoconto incontro del 29 novembre 2014

  1. Massimo Zaniboni says:

    Quello che mi e` piaciuto dell’approccio “event storming” e` che invece di partire con

    “l’applicazione per gestire una conferenza deve fare questo” (i requirements, nel senso piu` negativo del termine),

    si parte da un molto piu` semplice

    “io di solito quando gestisco una conferenza faccio questo”,

    e da li` si inizia a capire per davvero (insieme al cliente) come deve essere l’applicazione per avere qualcosa di comodo da usare (ergonomico).

    Tra l’altro, come ha detto Roberto, oggi ci sono molti tool in internet, integrabili tramite API, e quindi e` possibile a volte automatizzare di molto un processo senza scrivere una applicazione integrata, ma solo degli script di collegamento, con delle note (protocolli da seguire) per l’utente . Un po’ come quando i primi fogli elettronici hanno permesso a tutti di automatizzare alcune gestioni di dati, senza ricorrere ad una applicazione ad-hoc. Insomma processi che da una parte sono flessibili come le cose gestite a mano, e dall’altra sufficientemente automatizzati per far risparmiare del lavoro e fornire un quadro della situazione e tenere tutti aggiornati.

    L’event storming permette di avere una visione molto nitida di cosa serve veramente al cliente, e da li` e` molto piu` facile poi fare centro, anche se ci presenta con un foglio elettronico dei poveri e qualche script di aggiornamento 🙂

  2. Ho trovato e riporto una serie di slide interessanti riguardo l’Event Storming: http://www.slideshare.net/ziobrando/event-storming-recipes

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